Articolo a cura del Dott. Giovanni Minella e del Dott. Gabriele Panariello
Con la conversione in legge del Decreto-Legge 39/2024, sono stati introdotti ulteriori vincoli relativi alla presentazione della CILAS (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata Superbonus) e alle procedure di “remissione in bonis”, volte a regolarizzare eventuali omissioni o errori formali. Le nuove disposizioni, entrate in vigore con la conversione del decreto, rappresentano un’ulteriore stretta normativa, con impatti rilevanti per chi intende accedere alle agevolazioni legate ai bonus edilizi.
Chiusura su Cilas Dormienti
Uno dei principali cambiamenti riguarda le cosiddette “Cilas dormienti”, ovvero le pratiche presentate ma non ancora avviate per quanto riguarda i lavori di riqualificazione legati ai bonus edilizi. La normativa aggiornata prevede che, per evitare abusi e per garantire la serietà degli interventi, le Cilas presentate e lasciate inattive per un periodo prolungato potranno essere soggette a revoca del beneficio. Questo significa che, in assenza di un inizio lavori effettivo entro un termine stabilito, la Cilas potrebbe perdere validità e con essa il diritto di usufruire delle agevolazioni fiscali.
Rafforzamento dei Requisiti per la Remissione in Bonis
Il DL 39/2024 introduce anche nuove restrizioni per la “remissione in bonis”, uno strumento che consente ai contribuenti di sanare errori o omissioni nei termini previsti per l’accesso alle agevolazioni, attraverso il pagamento di una sanzione minima. Con la conversione del decreto, la remissione in bonis diventa più rigorosa, richiedendo condizioni più stringenti per il suo utilizzo. Nello specifico, per ottenere la regolarizzazione di un errore formale attraverso questa procedura, il contribuente dovrà dimostrare di avere già avviato una parte dei lavori e di rispettare le nuove tempistiche, che diventano essenziali per mantenere il diritto ai benefici.
Implicazioni per i Beneficiari dei Bonus Edilizi
Le nuove disposizioni impongono una maggiore attenzione nella gestione delle pratiche edilizie. La chiusura sulle Cilas dormienti, infatti, mira a evitare che possano accumularsi pratiche che non conducono a lavori concreti, riducendo così il rischio di bloccare fondi destinati a chi ha effettivamente necessità di avviare lavori di riqualificazione. Parallelamente, la stretta sulla remissione in bonis obbliga chi intende correggere omissioni o errori a rispettare condizioni più severe, come un’effettiva volontà di avvio lavori
Le novità introdotte dal DL 39/2024 hanno lo scopo di garantire un uso più efficiente e responsabile delle agevolazioni fiscali legate ai bonus edilizi, scoraggiando le pratiche inerti e gli abusi. Chi è interessato ad accedere ai bonus edilizi è invitato a verificare attentamente le nuove regole, sia per quanto riguarda la presentazione e l’effettivo inizio dei lavori, sia per il rispetto delle nuove condizioni della remissione in bonis. Queste disposizioni rappresentano un ulteriore passo verso una maggiore rigore e trasparenza nella gestione delle agevolazioni per il settore edilizio.

